“Sono soddisfatta dell’esito della votazione in plenaria a Strasburgo sulle industrie ad alta intensità energetica. L’introduzione del disaccoppiamento dei prezzi dell’energia, unita alla possibilità di esplorare modelli di mercato alternativi e alla neutralità tecnologica, rappresenta un importante miglioramento del testo grazie agli emendamenti proposti da Fratelli d’Italia. Questi interventi offrono finalmente alle imprese soluzioni per ridurre i costi energetici”. Lo dichiara Elena Donazzan (FdI-ECR), vicepresidente della commissione Industria al Parlamento europeo. “Un po’ di rammarico per la mancata convergenza di alcuni colleghi italiani su temi cruciali come la revisione del sistema ETS, la sospensione del phase-out delle quote gratuite fino alla verifica dell’efficacia del CBAM e l’eliminazione graduale del gas naturale solo nei settori in cui esistono alternative economicamente sostenibili. Sarebbe stato opportuno anteporre l’interesse nazionale alle logiche di partito. Tuttavia, il voto ha comunque evidenziato un cambiamento di prospettiva all’interno del Parlamento”, conclude Donazzan.
“Il testo conteneva già molte delle nostre proposte, come i richiami alle tecnologie net-zero, il derisking degli investimenti, l’apertura al nucleare e alla cattura e stoccaggio del carbonio, la definizione di rottami ferrosi come strategici e soggetti a restrizioni all’esportazione: tutte proposte che rappresentano un argine a quella deindustrializzazione frutto del fondamentalismo green di questi anni”, aggiunge Mariateresa Vivaldini (FdI, Ecr), shadow sulla risoluzione sulle industrie ad alta intensità energetica, andata in voto oggi in Plenaria.