“L’identità nazionale si fonda anche sui simboli. In questo senso l’inno nazionale è un patrimonio culturale e più ancora d’appartenenza che raccoglie in un unico abbraccio tutti gli italiani. Finora, tuttavia, mancava ancora un ultimo tassello formale per stabilirne le modalità d’esecuzione nelle occasioni istituzionali. Grazie al governo Meloni questa lacuna è stata finalmente colmata”. Lo dichiara in una nota il senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura.
“Ora l’auspicio è che il suo insegnamento sia sempre più presente nelle scuole, per coltivare nei giovani il senso di appartenenza alla nostra meravigliosa Nazione”, aggiunge la senatrice di Fratelli d’Italia Giulia Cosenza, vice presidente della commissione Cultura ed Istruzione in Senato.
“L’Italia finalmente canta con la sua voce. Grazie all’approvazione di ieri nel Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Meloni, dello schema di decreto del presidente della Repubblica recante norme per il riconoscimento del testo del «Canto degli Italiani» di Goffredo Mameli e dello spartito musicale originale di Michele Novaro quale Inno nazionale della Repubblica, ‘Fratelli d’Italia’ è definitivamente il canto degli italiani. Un canto di vittoria che è anche la summa della nostra storia, dei nostri valori, dei nostri ideali. Grazie all’ispirazione di un giovane patriota, la nostra Nazione si pregia di avere un inno che è anche tributo alla sua identità e unità. In barba agli anti-tutto, viva l’Italia, Viva Fratelli d’Italia”, conclude Fabio Roscani, deputato di Fratelli d’Italia.